“I baffi” di Carrère : l’inganno del contenuto del pensiero

Cosa succede quando la realtà che percepiamo smette di coincidere con quella condivisa dagli altri? In I baffi, Emmanuel Carrère costruisce un inquietante viaggio nella perdita progressiva del contatto con la realtà, esplorando la fragilità delle nostre certezze, il rapporto con la propria identità e la sofferenza di chi vive accanto a una persona che si ammala.

“La neve in fondo al mare”: quando l’adolescenza mette alla prova l’amore tra padre e figlio

Con La neve in fondo al mare, Matteo Bussola ci conduce nei corridoi di un reparto di neuropsichiatria infantile, raccontando la sofferenza adolescenziale attraverso gli occhi di un padre. Un romanzo che invita a riflettere sul senso di colpa genitoriale, sulle contraddizioni dell'amore e sulla difficoltà di riconoscere la fragilità, propria e altrui. Dalla minimizzazione del disagio all'iperprotettività, una riflessione sul rapporto tra generazioni e sulla necessità di imparare ad affrontare la sofferenza senza esserne sopraffatti.

“Le nuvole di Picasso”: la testimonianza di Alberta Basaglia sulla Legge 180 e oltre

Che cosa significa crescere nel cuore di una rivoluzione? In *Le nuvole di Picasso*, Alberta Basaglia ripercorre la propria infanzia accanto a Franco Basaglia e racconta come quella straordinaria esperienza abbia influenzato il suo modo di guardare il mondo. Dalla trasformazione della psichiatria alla tutela dei bambini e delle donne, un libro che ci invita a riflettere sul valore della diversità, sul rispetto e sulla possibilità di prendersi cura degli altri con umanità.

“Cose che non si raccontano”: diario di una maternità mancata

"Cose che non si raccontano" esplora la complessità della maternità, affrontando temi come aborto, procreazione assistita e la compatibilità tra gravidanza e lavoro. In un'intensa narrazione autobiografica, l'autrice Antonella condivide il suo doloroso percorso tra colpa, vergogna e la fredda indifferenza di alcuni medici, sottolineando l'importanza dell'empatia e della libertà di essere donne prima ancora che madri. Un libro che smantella le narrazioni stigmatizzanti e celebra la forza e il coraggio delle donne.

“Scheletri”: storie di vite aggrovigliate

In "Scheletri" Zerocalcare racconta il disagio giovanile attraverso storie di violenza, dipendenza e fragilità. Un viaggio nell’adolescenza e nei contesti sociali che la attraversano, dove dietro ogni comportamento si nasconde una storia più complessa. Tra durezza e ironia, Calcare ci invita a guardare l’altro senza giudizi precostituiti.

Nuovo farmaco per l’ADHD approvato negli Stati Uniti: cosa sappiamo sulla centanafadina (Simtriyo).

Negli Stati Uniti è stato recentemente approvato Simtriyo (centanafadina), un nuovo farmaco per il trattamento dell'ADHD. Si tratta della prima nuova opzione terapeutica stimolante degli ultimi anni a introdurre un meccanismo d'azione che coinvolge non solo dopamina e noradrenalina, ma anche la serotonina. Ma rappresenta davvero una svolta? In questo articolo analizziamo come funziona, su quali studi clinici si basa la sua approvazione, quali sono i principali benefici emersi finora, i limiti delle evidenze disponibili e le più importanti avvertenze di sicurezza, per comprendere quale potrebbe essere il suo ruolo nella pratica clinica.

Quando la psicosi entra nella cura: dinamiche inconsce tra clinici, équipe e istituzioni

Lavorare con la psicosi non riguarda solo il paziente, ma coinvolge profondamente anche il clinico e l’intera équipe. Rachel Gibbons esplora come i processi psicotici possano infiltrarsi nelle relazioni di cura, influenzando pensiero, emozioni e decisioni cliniche. Attraverso una prospettiva psicodinamica, vengono messi in luce i rischi invisibili del controtransfert e delle dinamiche istituzionali. Riconoscerli è fondamentale per prevenire errori, burnout e collusioni inconsce. Lo spazio per pensare emerge così come un elemento essenziale, non accessorio, della pratica clinica.

Il delirio come riorganizzazione dell’esperienza: evidenze da un approccio multimodale

Il delirio non nasce come semplice errore di pensiero, ma come trasformazione profonda dell’esperienza vissuta. Radicato in emozioni precoci di vergogna, paura e rifiuto, prende forma quando tali vissuti riemergono e riconfigurano il modo di percepire sé, gli altri e la realtà. Più che incomprensibile, diventa così un tentativo estremo di dare senso a ciò che non è più tollerabile sentire.

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